Bangkok, 25 giugno 2025 – Il partito Bhumjaithai, un importante attore della politica thailandese, si è formalmente ritirato dal governo di coalizione guidato da Pheu Thai e ha annunciato la sua opposizione a un controverso disegno di legge volto a legalizzare i casinò all'interno dei complessi di intrattenimento. La decisione del partito, unita alla sua risoluzione a sostegno di una mozione di sfiducia contro il governo, segna una drammatica escalation delle tensioni politiche in Thailandia.
In una conferenza stampa, il portavoce del Bhumjaithai, Boonthida Somchai, ha dichiarato che il partito voterà contro il disegno di legge sulla legalizzazione dei casinò quando sarà presentato al Parlamento. Il portavoce ha criticato la bozza di legge per la sua mancanza di chiarezza sui benefici che avrebbe apportato alla nazione, in particolare per quanto riguarda la gestione di potenziali rischi come il riciclaggio di denaro. "I benefici nazionali complessivi rimangono poco chiari e poco convincenti", ha affermato Boonthida, sottolineando le preoccupazioni relative a garanzie inadeguate e proiezioni economiche vaghe.
Il disegno di legge sui casinò, sostenuto dal Partito Pheu Thai nell'ambito del suo programma di stimolo economico, è stato oggetto di discussioni. I sostenitori sostengono che la legalizzazione dei casinò all'interno di complessi di intrattenimento integrati potrebbe dare impulso al turismo e generare entrate significative per lo Stato. Tuttavia, i critici, tra cui Bhumjaithai, mettono in guardia contro i rischi sociali ed economici, tra cui la dipendenza dal gioco d'azzardo, la criminalità organizzata e i rischi per la reputazione della Thailandia.
L'uscita di Bhumjaithai dalla coalizione, già provata da disaccordi politici, indebolisce ulteriormente il governo del Primo Ministro Paetongtarn Shinawatra. I 68 seggi del partito nella Camera dei Rappresentanti, composta da 500 membri, rappresentano una perdita sostanziale per la coalizione, che ora deve affrontare la sfida di ottenere la maggioranza parlamentare per le leggi chiave.
La decisione di sostenere una mozione di sfiducia contro il governo aggiunge un ulteriore livello di incertezza. I partiti di opposizione, tra cui il Move Forward Party e il Partito Democratico, hanno espresso apertamente la loro insoddisfazione per l'operato del governo, citando questioni come la stagnazione economica e la percezione di una cattiva gestione. Il sostegno di Bhumjaithai potrebbe fornire lo slancio necessario per un dibattito di sfiducia che, in caso di successo, potrebbe costringere allo scioglimento del Parlamento e indire elezioni anticipate.
Gli analisti politici suggeriscono che la mossa di Bhumjaithai sia strategica, posizionando il partito come un oppositore di principio di politiche controverse, pur facendo appello alla sua base elettorale conservatrice, in particolare nelle roccaforti rurali. "Questo è un rischio calcolato da parte di Bhumjaithai per prendere le distanze da una coalizione sempre più impopolare e ritagliarsi un'identità distinta in vista di potenziali elezioni", ha affermato il dott. Panadda Chanthasri, professore di scienze politiche alla Chulalongkorn University.
Il destino del disegno di legge sui casinò è ora in bilico, dato che la sua approvazione richiede una maggioranza semplice alla Camera. Il governo non ha ancora risposto formalmente al ritiro di Bhumjaithai, ma fonti interne a Pheu Thai indicano tentativi di corteggiare i partiti minori per ottenere sostegno.
Mentre la Thailandia affronta questo sconvolgimento politico, è probabile che nelle prossime settimane si intensifichino i dibattiti sul disegno di legge sui casinò e sulla stabilità del governo. Con la defezione di Bhumjaithai e l'incombente minaccia di un voto di sfiducia, l'amministrazione guidata da Pheu Thai si trova ad affrontare una delle sfide più significative da quando è entrata in carica.
Ciò segue anche l'annuncio da parte di Pheu Thai di voler proporre di ricriminalizzare la cannabis, una mossa considerata da molti come politicamente rivolta a Bhumjaithai dopo aver lasciato la coalizione di governo, che si era fatta promotrice della depenalizzazione della cannabis nel 2022. Pheu Thai nega che si tratti di una questione politica e sostiene che la proposta si basa su preoccupazioni per la salute pubblica.
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