BANGKOK, 5 settembre 2025 – La Camera dei Rappresentanti thailandese ha eletto venerdì Anutin Charnvirakul, leader del partito Bhumjaithai, come 32° Primo Ministro, segnando un grande cambiamento nel turbolento panorama politico del Paese. Il voto, che ha fatto seguito a una settimana di intense manovre politiche, ha visto Anutin ottenere una vittoria decisiva con 311 voti su 490 espressi, superando la maggioranza richiesta di 247 voti nella Camera dei 492 membri. Il suo avversario, Chaikasem Nitisiri del partito Pheu Thai, ha ottenuto 152 voti, mentre 27 membri si sono astenuti.
L'elezione di Anutin segue la destituzione dell'ex Primo Ministro Paetongtarn Shinawatra da parte della Corte Costituzionale, il 29 agosto 2025, per violazioni etiche derivanti da una telefonata trapelata con il Presidente del Senato cambogiano Hun Sen. La destituzione ha innescato una crisi politica, indebolendo il partito Pheu Thai, un tempo dominante, guidato dall'influente famiglia Shinawatra. Anutin, politico esperto ed ex vice primo ministro, ha capitalizzato su questa turbolenza, assicurandosi il sostegno del Partito Popolare progressista, il blocco più numeroso in parlamento con 143 seggi.

Il Partito Popolare, successore del disciolto Move Forward Party, ha accettato di sostenere Anutin a condizione che sciogliesse il parlamento entro quattro mesi per indire elezioni generali e indire un referendum sulla modifica della costituzione thailandese redatta dall'esercito. Nonostante il loro sostegno, il Partito Popolare rimarrà all'opposizione, lasciando ad Anutin la guida di un governo di minoranza.
Questo accordo potrebbe rappresentare una sfida per l'elaborazione delle politiche in un Paese alle prese con difficoltà economiche, tra cui consumi deboli, prestiti restrittivi e crescente debito delle famiglie. Anutin, 58 anni, è un veterano della politica noto per il suo ruolo di zar thailandese contro il COVID-19 e per aver guidato la depenalizzazione della cannabis nel 2022, una politica che ha innescato un boom nei rivenditori di marijuana, ma che ora è soggetta a una regolamentazione più severa, anche se è probabile che Anutin cambi la situazione. Realista convinto, ha posizionato il suo partito Bhumjaithai come una forza trainante, orientandosi nel panorama politico polarizzato della Thailandia allineandosi nel corso degli anni sia con le fazioni conservatrici che con quelle populiste.

Il suo partito, con 69 seggi, si è ritirato dalla coalizione guidata da Pheu Thai nel giugno 2025, citando disaccordi sulla gestione da parte di Paetongtarn della disputa sul confine con la Cambogia, che ha ulteriormente destabilizzato il governo.
Il voto rappresenta un duro colpo per la dinastia Shinawatra, che ha dominato la politica thailandese per oltre due decenni, ma ha dovuto affrontare ripetute battute d'arresto legali e politiche. Thaksin Shinawatra, patriarca della famiglia ed ex primo ministro, ha lasciato la Thailandia per Dubai giovedì, poche ore prima del voto, tra le speculazioni su una sentenza imminente della Corte Suprema del 9 settembre 2025, riguardo al suo ricovero ospedaliero del 2023. Il tribunale stabilirà se il periodo trascorso nell'ala VIP dell'ospedale sia stato conteggiato ai fini della commutazione della pena per abuso di potere, una decisione che potrebbe comportare il suo ritorno in carcere. Thaksin, che ha trascorso 15 anni in esilio autoimposto, ha dichiarato sui social media che sarebbe tornato in Thailandia per l'udienza in tribunale.

L'ascesa di Anutin alla carica di primo ministro non è stata priva di controversie. Il governo provvisorio di Pheu Thai, guidato dal Primo Ministro ad interim Phumtham Wechayachai, ha tentato di sciogliere il parlamento all'inizio della settimana per bloccare la candidatura di Anutin, ma la mossa è stata respinta dal Consiglio Privato di Sua Maestà il Re. Il mancato scioglimento del parlamento ha mostrato il declino dell'influenza di Pheu Thai, che ha faticato a mantenere la sua coalizione dopo l'uscita di scena di Bhumjaithai e in un contesto di malcontento pubblico per le promesse economiche non mantenute.
Mentre Anutin si prepara ad assumere l'incarico nei prossimi giorni, dopo la nomina formale da parte di Sua Maestà il Re Maha Vajiralongkorn, gli analisti avvertono che il suo governo di minoranza si trova ad affrontare un percorso precario. La promessa di elezioni entro quattro mesi incombe, con il Partito Popolare che promette di ritenerlo responsabile attraverso un controllo e potenziali voti di sfiducia se non riuscirà a mantenere le promesse. L'instabilità politica della Thailandia, segnata da frequenti interventi giudiziari e colpi di stato militari, non mostra segni immediati di attenuazione, preparando il terreno per un mandato impegnativo per il nuovo Primo Ministro.
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