Bangkok, 12 dicembre 2025 – Giovedì l'esercito reale thailandese ha rilasciato una dichiarazione molto forte accusando le forze cambogiane di molteplici gravi violazioni del diritto internazionale durante l'attuale conflitto di confine, tra cui l'uso di antichi templi come postazioni militari, l'impiego di mine antiuomo e attacchi deliberati contro aree civili thailandesi.
Il maggiore generale Winthai Suwaree, portavoce dell'esercito reale thailandese, ha dichiarato ai giornalisti che le azioni della Cambogia costituiscono "violazioni continue e gravi" delle norme internazionali in ambito militare, umanitario e informativo, minacciando direttamente la sicurezza della Thailandia, l'incolumità di civili innocenti e la stabilità regionale. L'esercito ha elencato cinque accuse specifiche: 1. Militarizzazione dei siti del patrimonio culturale
Secondo quanto riferito, le truppe cambogiane hanno trasformato antichi templi e siti archeologici in posizioni militari e aree operative, privandoli dello status di protezione ai sensi delle convenzioni internazionali sui beni culturali e mettendo a rischio di distruzione un patrimonio umano insostituibile. 2. Utilizzo di comunità civili come postazioni di tiro
Le forze armate cambogiane sono accusate di aver lanciato attacchi con artiglieria e razzi dall'interno di villaggi e aree civili, mettendo deliberatamente in pericolo la propria popolazione e violando il principio di protezione dei civili ai sensi del diritto internazionale umanitario. L'esercito thailandese ha suggerito che ciò fosse in parte finalizzato a generare immagini di sofferenza civile a fini di propaganda internazionale. 3. Uso continuato e segreto di mine antiuomo
Nonostante la Cambogia abbia aderito alla Convenzione di Ottawa del 1997 che vieta le mine antiuomo, le autorità thailandesi affermano che le truppe cambogiane continuano a collocarle segretamente. Bangkok ha inoltre accusato Phnom Penh di aver organizzato campagne pubblicitarie per lo sminamento per assicurarsi continui finanziamenti esteri, mentre in realtà manteneva i campi minati. 4. Attacchi diretti contro obiettivi civili all'interno della Thailandia
L'artiglieria cambogiana avrebbe colpito le comunità civili nel profondo del territorio thailandese, causando il panico e costringendo all'evacuazione di oltre 200,000 cittadini thailandesi, con conseguenze umanitarie che l'esercito ha descritto come "inaccettabili". 5. Campagna sistematica di disinformazione
Nella dichiarazione si accusa la Cambogia di aver diffuso false affermazioni, tra cui l'accusa che la Thailandia abbia avviato le ostilità, invaso il territorio cambogiano e utilizzato armi chimiche, senza prove, con l'apparente scopo di danneggiare la reputazione internazionale della Thailandia.
L'esercito reale thailandese ha dichiarato che la Thailandia è una nazione amante della pace, priva di intenzioni aggressive, e che tutte le sue azioni militari sono state rigorosamente difensive, proporzionate e nel pieno rispetto del diritto internazionale e del diritto intrinseco all'autodifesa. Ha invitato la comunità internazionale, le organizzazioni competenti e i governi stranieri a monitorare attentamente la situazione, condannare le presunte violazioni della Cambogia e sostenere lo stato di diritto, la verità e la responsabilità per preservare una pace e una stabilità durature nella regione. La dichiarazione giunge nel contesto della più grave escalation lungo il confine tra Thailandia e Cambogia in oltre un decennio, con entrambe le parti che hanno segnalato vittime e sfollamenti civili su larga scala nelle ultime settimane. Gli sforzi diplomatici per contenere la crisi non sono finora riusciti a produrre una svolta.

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