A partire da giovedì 9 aprile 2026, la Thailandia ridurrà il prezzo al dettaglio del gasolio di 2.14 baht al litro, offrendo un sollievo immediato ad automobilisti, imprese, operatori dei trasporti e agricoltori, dopo che il governo ha invocato i poteri di emergenza per rivedere i prezzi di raffinazione e alleviare la pressione sul Fondo petrolifero, fortemente indebitato.
Il Ministro dell'Energia Akanat Promphan, presidente del Comitato per l'Amministrazione della Politica Energetica (EPAC), ha annunciato la misura a seguito di una riduzione di 2 baht al litro dei prezzi franco raffineria (gate) del gasolio ad alta velocità, comprese le miscele B7 e B20. La riduzione, formalizzata nella Gazzetta Reale l'8 aprile, segna la prima volta che il governo ha utilizzato l'autorità legale conferitagli dal Decreto di Emergenza per Rimediare e Prevenire la Carenza di Carburante (BE 2516) per obbligare tutte e sei le raffinerie nazionali a ridurre i propri margini. Considerando anche gli adeguamenti fiscali, inclusa l'IVA, il trasferimento totale ai consumatori ammonterà a circa 2.14 baht al litro, senza la necessità di ulteriori sussidi da parte del Fondo per i Carburanti.
Si prevede che i prezzi al dettaglio del gasolio B7 scenderanno a circa 48.40 baht al litro, mentre quelli del gasolio B20 caleranno a circa 43.40 baht al litro, a partire dal 9 aprile. Il Comitato di gestione del Fondo petrolifero avrebbe dovuto confermare i prezzi definitivi alla pompa l'8 aprile.
Questo intervento giunge nel mezzo di una grave crisi dei prezzi dei carburanti, innescata dall'aumento dei costi globali del petrolio, dovuto in gran parte al conflitto in Medio Oriente. I prezzi del diesel in Thailandia avevano superato la soglia dei 50 baht al litro all'inizio della settimana, raggiungendo il record di 50.54 baht al litro per il B7, dopo ripetute riduzioni dei sussidi da parte del Fondo per i carburanti. Tali tagli mirano a rallentare i deflussi giornalieri del fondo, che negli ultimi giorni avevano superato 1.4-1.7 miliardi di baht.

Il Fondo per il carburante, utilizzato per sovvenzionare i prezzi al dettaglio dei carburanti durante i periodi di elevati costi globali, ha accumulato un deficit sempre maggiore, superando, secondo quanto riportato, i 56 miliardi di baht all'inizio di aprile 2026. I soli sussidi giornalieri per il gasolio stavano prosciugando il fondo a un ritmo che i funzionari hanno definito insostenibile, spingendo ad adottare misure urgenti per spostare parte dell'onere dai sussidi statali ai margini di profitto delle raffinerie.
I margini di raffinazione erano aumentati vertiginosamente negli ultimi mesi, raggiungendo, secondo alcune fonti, livelli quasi doppi rispetto all'anno precedente (circa 17.50 baht al litro all'inizio di aprile), un dato che il governo ha ritenuto eccessivo nel contesto della crisi. Funzionari, tra cui il vice primo ministro e ministro delle finanze Ekniti Nitithanprapas, hanno tenuto incontri con i gestori delle raffinerie per rivedere le strutture dei costi e sollecitare la restituzione degli "extraprofitti" o profitti in eccesso a sostegno dei consumatori. Il taglio di 2 baht si concentra su quelli che le autorità definiscono profitti anomali, piuttosto che sui costi operativi principali.
Il Primo Ministro Anutin Charnvirakul aveva incaricato il Ministero dell'Energia di accelerare le misure di sostegno, portando a questo intervento storico. I funzionari del Ministero dell'Energia hanno dichiarato che le raffinerie rimarranno redditizie dopo l'adeguamento e hanno avvertito che, in caso di inadempienza, saranno applicate sanzioni legali, tra cui multe e possibili pene detentive.
Il gasolio è un fattore produttivo fondamentale per i settori dei trasporti, della logistica, dell'agricoltura e del turismo in Thailandia. Si prevede che la riduzione dei prezzi alla pompa allevierà la pressione sui costi per famiglie e imprese, che hanno subito molteplici aumenti nelle ultime settimane, compresi i forti incrementi successivi ai tagli dei sussidi a fine marzo e inizio aprile. Il governo spera che la misura contribuisca a stabilizzare gli impatti economici più ampi, come l'aumento dell'inflazione e la riduzione del potere d'acquisto dei consumatori.
I funzionari hanno indicato che la riduzione potrebbe essere estesa a 3-5 baht al litro se le condizioni globali lo consentiranno, con revisioni periodiche ogni tre settimane. La misura mira anche a dare respiro al Fondo petrolifero, consentendo potenzialmente alle risorse in eccesso di iniziare a far fronte al debito accumulato nel tempo.
Questo sviluppo rientra nel difficile compito del governo thailandese di proteggere la popolazione dalla volatilità dei mercati energetici internazionali e di mantenere la disciplina fiscale per i meccanismi di sussidio statale. Ulteriori aggiustamenti alle strutture dei prezzi dei carburanti e possibili misure fiscali restano in fase di valutazione, dato che i prezzi globali del petrolio continuano a fluttuare.
Per la versione originale di questo articolo, visitare Le notizie di Pattaya.




