Casa Ambiente Animali Lo zoo di Krabi è stato perquisito a causa del sospetto che proprietari israeliani utilizzassero illegalmente dei prestanome.

Lo zoo di Krabi è stato perquisito a causa del sospetto che proprietari israeliani utilizzassero illegalmente dei prestanome.

Krabi –

Venerdì 29 maggio, le autorità di Krabi hanno avviato un'indagine di alto profilo su uno zoo sospettato di operare come società fittizia per conto di investitori stranieri israeliani, sollevando preoccupazioni in merito a violazioni delle leggi thailandesi sulle attività commerciali straniere e sugli standard di benessere animale. L'indagine si inserisce in una più ampia operazione nazionale in corso contro gli stranieri che utilizzano società fittizie illegali per gestire attività commerciali.

Il governatore Angkul Silatevakul, accompagnato dal generale di brigata Sukasem Nakornwilai, comandante della polizia provinciale di Krabi, ha guidato una task force congiunta composta da funzionari dell'immigrazione, funzionari amministrativi, il Comando per le operazioni di sicurezza interna (ISOC) e l'ufficio provinciale per l'allevamento. Il team ha ispezionato lo zoo nel sottodistretto di Sai Thai, nel distretto di Muang Krabi, dopo che informazioni di intelligence avevano suggerito che la struttura fosse stata creata per occultare la proprietà straniera.

Gli inquirenti hanno scoperto che cittadini israeliani erano direttamente coinvolti nella pianificazione, nella creazione e nella gestione dello zoo. Pur detenendo solo il 49% delle azioni, sembravano esercitare il pieno controllo sulle operazioni, compresa la gestione dei conti bancari che ricevevano i pagamenti per i servizi. Nel frattempo, gli azionisti thailandesi, che si alternavano tra quattro persone per mantenere la maggioranza richiesta del 51%, avrebbero agito come proprietari nominali, con alcuni che svolgevano semplicemente la funzione di dipendenti.

Le prove raccolte da telefoni cellulari, dispositivi elettronici e comunicazioni online hanno rivelato piani dettagliati per accordi tra azionisti, gestione aziendale e operazioni occulte. Le autorità stanno ora ricostruendo i flussi finanziari, le fonti di investimento e identificando i veri beneficiari dell'iniziativa.

Le osservazioni sul posto hanno rafforzato i sospetti che i cittadini stranieri fossero i veri gestori e beneficiari dei profitti, mentre gli azionisti thailandesi agivano da prestanome. I funzionari hanno sottolineato che tali accordi minano l'integrità delle normative commerciali thailandesi, concepite per tutelare gli interessi nazionali.

Oltre alle questioni relative alla proprietà, l'ufficio provinciale per l'allevamento ha ispezionato le condizioni di benessere degli animali, la documentazione relativa al possesso degli stessi e il rispetto delle normative vigenti. Le autorità si sono impegnate a far rispettare rigorosamente le leggi in caso di violazioni, garantendo che le attività turistiche che coinvolgono animali soddisfino i requisiti legali ed etici.

Il governatore Angkul ha dichiarato che l'operazione mira a salvaguardare l'equità nelle pratiche commerciali, prevenire lo sfruttamento dei cittadini thailandesi in quanto prestanome e tutelare la sovranità economica del Paese. Ha aggiunto che le indagini si estenderanno a individui ed entità collegati allo zoo, e che, ove necessario, verranno intraprese azioni legali.

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Goong Nang Suksawat
Goong Nang è una traduttrice di notizie con oltre nove anni di esperienza professionale presso diverse testate giornalistiche in Thailandia e più di sei anni di collaborazione con The Pattaya News. È specializzata principalmente in notizie locali di Phuket e Pattaya, ma anche in alcune notizie nazionali, con particolare attenzione alla traduzione dal thailandese all'inglese e al ruolo di intermediaria tra giornalisti e autori anglofoni. Originaria di Nakhon Si Thammarat, vive tra Phuket e Krabi, tranne quando si sposta tra le tre località.
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