Phuket—
Il viceministro degli Interni Polpee Suwanachawi ha proseguito per il secondo giorno consecutivo le sue ispezioni a Phuket, intensificando gli sforzi per regolamentare le imprese a capitale straniero e garantire il rispetto della legge thailandese.
Il ministro ha guidato una squadra incaricata di indagare su hotel e strutture segnalati da diverse denunce. Due hotel sono risultati operare senza licenza commerciale né permessi di costruzione. Le autorità hanno disposto azioni legali e incaricato gli enti amministrativi locali di ulteriori verifiche.
Un altro hotel è sotto esame per sospetta proprietà fittizia; gli inquirenti, in coordinamento con il Ministero del Commercio, esamineranno i permessi di costruzione, le licenze commerciali e la struttura azionaria.

L'ispezione si è estesa anche a un edificio a Patong, nel distretto di Kathu, presumibilmente utilizzato da stranieri come residenza. All'interno, i funzionari hanno scoperto un ristorante e uno spazio per attività religiose frequentato da cittadini stranieri. Tuttavia, non è stato possibile accedere completamente all'edificio poiché il responsabile era assente. I funzionari provinciali e distrettuali sono stati incaricati di verificare i documenti di costruzione, la destinazione d'uso del terreno e la proprietà. Il ministro ha affermato che l'indagine non era mirata a specifiche pratiche religiose, ma a garantire che tutte le attività fossero conformi alla legge thailandese.

Polpee ha rivelato che le indagini congiunte con il Ministero del Commercio hanno già individuato oltre 361 società sospettate di pratiche fraudolente. Ha esortato il pubblico a segnalare attività commerciali illegali, società fittizie o costruzioni abusive, promettendo un'azione decisa da parte dei responsabili.
«Questa è la Thailandia», dichiarò. «Chiunque venga a vivere o a fare affari qui deve rispettare e seguire scrupolosamente la legge thailandese».





