Tailandia -
Il viceministro degli Interni Polpree Suwannachawi ha rivelato cifre allarmanti nell'ambito dell'indagine governativa in corso sulle società di comodo che detengono terreni per conto di investitori stranieri. In una riunione congiunta tra il Ministero degli Interni e il Ministero della Giustizia, i funzionari hanno riferito che oltre 11,000 società sono sotto inchiesta, con potenziali danni stimati ora in 85 miliardi di baht.
Secondo Polpree, le indagini hanno già confermato che 2,200 società sono illegalmente controllate da azionisti stranieri che detengono quote di maggioranza, in violazione della legge thailandese. Le restanti 11,000 società sono sotto esame per irregolarità quali improvvisi cambiamenti nella struttura azionaria o conti finanziari sospetti. Il valore stimato dei terreni legati a queste società è aumentato vertiginosamente, passando da 65 miliardi di baht due settimane fa a 85 miliardi di baht oggi.
I risultati saranno presentati al Primo Ministro Anutin Charnvirakul, mentre il Dipartimento del Territorio è stato incaricato di accelerare le indagini e di imporre la cessione obbligatoria delle proprietà detenute illegalmente. Diverse agenzie, tra cui la polizia, il Dipartimento per lo Sviluppo Economico e il Dipartimento dell'Amministrazione Provinciale, stanno coordinando le proprie attività per stabilire quali società siano legittime e quali fittizie. Il governo ha fissato una scadenza improrogabile: tutte le indagini dovranno concludersi entro la fine di settembre.
Polpree ha spiegato che le violazioni della proprietà terriera non comportano automaticamente l'espulsione secondo la nuova legge thailandese sull'espulsione firmata dal Primo Ministro Anutin. L'espulsione si applicherà solo nei casi in cui gli stranieri vengano riconosciuti colpevoli di attività criminali o in seguito a sentenze del tribunale.
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